Comply Consulting - governance, procedure e controlli interni

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Cessione del quinto: estinzione anticipata di un finanziamento

Dai primi dati disponibili sul 2016 si rileva come nel primo quadrimestre del 2016 i ricorsi pervenuti all’ABF siano cresciuti del 56% rispetto al periodo corrispondente del precedente anno, incremento determinato principalmente dai ricorsi relativi alla cessione del quinto (121%). 

Dai primi dati disponibili sul 2016 si rileva come, nel primo quadrimestre, i ricorsi pervenuti all’ABF siano cresciuti del 56% rispetto al periodo corrispondente del precedente anno, incremento determinato principalmente dai ricorsi relativi alla cessione del quinto (121%).

Uno dei temi caldi trattati nel corso del 2015 dall’Arbitro Bancario Finanziario, riguarda l’estinzione anticipata di un finanziamento ai sensi dell’art.125‑sexies TUB.

Sul punto, l’ABF, con la decisione n. 7237 del 14 settembre 2015, ha ribadito che il cliente non ha diritto di pretendere la restituzione delle commissioni corrisposte per la stipula del contratto o in relazione ad un’attività della banca già svolta ed esaurita. Dovranno, invece, essere restituite al cliente tutte le voci di spesa che maturano nel tempo, in misura proporzionale alla durata e alle rate residue del finanziamento.

In particolare, come sottolineato da Banca d’Italia nelle comunicazioni del 10 novembre 2009 e del 7 aprile 2011, affinché una commissione o una spesa possa essere imputata a una prestazione della banca nella fase delle trattative o della formazione del contratto (costi c.d. up front), è indispensabile che risultino individuate in modo chiaro e comprensibile le prestazioni alle quali esse si riferiscono. La genericità riferibile ad un’improbabile ripartizione proporzionale, pertanto, non soddisfa un’indicazione chiara e comprensibile.

Ad avviso dell’Arbitro, pertanto, la prassi degli intermediari di indicare cumulativamente (nei contratti e nei fogli informativi) l’importo di spese “generiche” non consente al cliente una chiara individuazione degli oneri maturati e di quelli non maturati: ciò determina la difficoltà o l’impossibilità per il cliente medesimo di identificare gli oneri che devono essere rimborsati in caso di estinzione anticipata del finanziamento.

Qualora detti requisiti di chiarezza e comprensibilità non risultino soddisfatti, la relativa clausola non potrà che essere imputata a prestazioni e comportamenti riguardanti la fase di esecuzione del rapporto (costi c.d. recurring) e quindi dovranno essere restituiti alla clientela pro tempore.

 

A cura di Comply Consulting 

 

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